mercoledì 13 aprile 2011

"Germinale" di Emile Zola

Pagine: 530

Voto:4/5




Ok, il cuore è pesante e viene voglia di strapparselo dal petto. Il senso di solitudine inghiotte. E quale momento migliore per ascoltare Nick Cave e recensire "Germinale" di Zola?


Trama da ibs: Étienne Lantier, figlio di Gervaise Macquart, trova impiego nelle miniere del Nord della Francia, all'epoca della prima rivoluzione industriale. Sconvolto dalle durissime condizioni di vita dei minatori, Étienne organizza la resistenza, ma lui stesso, insieme alla ragazza di cui è innamorato e al rude amante di lei, finirà per rimanere intrappolato in una galleria.


"Germinale" è un libro tosto che, mentre lo leggi, ti fa spronfondare all'inferno. Basta la miniera in cui gli operai lavorano ogni giorno a far pensare immediatamente al luogo dell'eterna dannazione: c'è un caldo bruciante, i cunicoli sono tanto stretti che lavorando ci si scortica la pelle, l'aria che si respira è malsana, soffocante, e il rischio di esplosioni è onnipresente. Ed è buio, tanto buio, perchè si è sotto terra. Io stessa, mentre leggevo, provavo una sensazione di claustrofobia e disagio. Volevo uscire dalla miniera.

Ma l'inferno dei minatori non è solo questo. La vita alla luce del sole non è tanto migliore di quella sotterranea. La povertà è totale, ed è resa ancora più odiosa dalla presenza dei grassi borghesi, omuncoli chiusi nel loro mondo di opulenza e benessere, convinti che i minatori non abbiamo motivo di essere scontenti.

Dopo la povertà, ciò che più colpisce nella vita dei disgraziati protagonisti, è lo squallore. Le ragazze vengono sverginate con la forza, prima ancora di essere diventate donne. Il sesso è l'unico piacere che i minatori possono concedersi, perchè non costa niente, e allora diventa quasi un'ossessione, viene fatto ovunque e in qualunque momento: nei cunicoli della miniera, per le strade del villaggio, in mezzo all'erba dei campi. E i bambini sono inquietantemente precoci. Tra tutti i personaggi, quello che più mi ha turbato è stato Jeanlin, bambino sadico e crudele, che tiranneggia sui suoi amichetti e che arriva a compiere un omicidio per il semplice gusto di farlo. E' una figura tanto angosciante, che nella mia testa lo immaginavo involontariamente con l'aspetto di Gollum (sì, la creatura consunta de "Il signore degli anelli").... Insomma, quella dei minatori è davvero una vita d'inferno, dalla quale sembra non esserci via d'uscita (tanto che uno dei personaggi, Suvarin, estremista di origini russe, ritiene che l'unica soluzione per ottenere giustizia sia sterminare gran parte del genere umano e ricominciare da capo).

Nonostante tutto questo, nonostante "Germinale" sia una storia cupa e per certi versi agghiacciante, è una lettura che consiglierei. E' un romanzo impregnato di umanità, con dei personaggi che restano nel cuore, come Etienne, Catherine e i coniugi Maheu. E' un romanzo dove è rappresentato con forza inaudita il desiderio proprio di ciascun cuore umano, quel desiderio che ci rende tutti uguali: l'anelito alla felicità. E' un romanzo scritto magistralmente, che riesce a suscitare emozioni fortissime: si odia, si ama, si spera, si prova angoscia...non si può provare indifferenza.


Citazione: "E' necessario un angoletto di menzogna, dove ci si diverte a regalarsi le cose che non si potranno mai possedere"

Nessun commento:

Posta un commento