martedì 29 marzo 2011

"Il ragazzo del parco", di Dakota Lane


Pagine: 165

Voto: 2.5/5


Trama da ibs: Deirdre non ha ancora superato il dolore per la morte della madre quando il padre la strappa all'amata New York per trasferirsi in una cittadina di provincia. La vita non è semplice se hai per padre un pittore scapestrato con l'hobby delle donne e tuo fratello si è chiuso in un silenzio inespugnabile. Così come non è facile integrarsi quando per i nuovi compagni di scuola sei solo una yankee dal seno piatto e l'aria insignificante. Finché un giorno non arriva Johnny. Johnny il disperatamente bello. Johnny dagli occhi color della notte che ti catturano senza scampo, il sogno segreto di ogni ragazza... anche se in città si vocifera che sia dotato di poteri molto pericolosi. Età di lettura: da 12 anni.

Ogni tanto leggo libri per bambini/ragazzi. Mi aiuta a mantenere la giusta prospettiva sulle cose.

E ci sono romanzi grandiosi, come "Tom Sawyer", "I ragazzi della via Pal", "L'isola del tesoro", che pur essendo indirizzati a un pubblico giovane, sono adatti ai lettori di qualsiasi età.

Purtroppo questo non si può dire de "Il ragazzo del parco" (titolo originale "Johnny Voodoo"), che è un tipico libro per ragazzine, difficile da apprezzare oltre i 14/15 anni. Non che sia scritto male, anzi ci sono alcuni buoni spunti, ma...non saprei. Manca di quella ricchezza, di quell'originalità che rende un romanzo per ragazzi apprezzabile anche per un pubblico adulto.

Si tratta di una storia semplice, di personaggi semplici (alcuni vagamente irritanti, come la madre-migliore-amica...figura che va molto di moda ma che non mi convince). Ci sono dei passaggi "goffi", che per un lettore over 15 hanno del ridicolo (mi riferisco, ad esempio, agli approcci fisici tra i due protagonisti, approcci che sono innaturali, forzati e fanno un po' ridere).

Comprando il libro, avevo puntato molto sul personaggio di Johnny. Sembrava interessante...invece no (osservo in aggiunta che il tentativo di rendere originali e controcorrente i personaggi impregnandoli di spirito new age -respiri di coppia in mezzo al bosco et simili- non mi sembra tanto ingegnoso).

Comunque, nel complesso il libro non è da buttare, specie se reintegrato nella fascia d'età prevista dall'editore. Tra l'altro, è ambientato nella mitica Louisiana....


Citazioni: "E' strano come il modo in cui si percepisce una persona -prima positivo, poi negativo, passando per tutti gli stadi intermedi- possa cambiare in continuazione quando in realtà la persona è sempre la stessa, e quello che cambia è solo il modo in cui la si guarda".

sabato 26 marzo 2011

"Agnes Browne ragazza", di Brendan O'Carroll


Pagine: 229
Voto: 3.5/5


Trama in sintesi: si racconta di come i genitori di Agnes si siano conosciuti e sposati, e poi si ripercorrono i primi vent'anni di vita della protagonista.


Ebbene, ho appena finito di leggere questo romanzo e...la mia idea è che la storia scorra troppo velocemente. 230 pagine per coprire circa 30 anni di vicende mi sembrano un po' poche. Il materiale era buono, ma andava approfondito. Per dirne una, la sola storia di Bosco e Connie (i genitori di Agnes, due figure meravigliose) meritava un romanzo a parte! Mentre leggevo le pagine relative alla loro storia, ero completamente rapita, e mi sarebbe piaciuto saperne di più. Insomma, O'Carrol riesce a suscitare l'interesse del lettore, ma poi lo delude perchè resta in superficie.
Nel complesso la storia è simpatica, scorrevole...ma non mi sembra meritare le lodi sperticate che ha ricevuto. E' troppo semplicistica.
I personaggi sono pittoreschi, vivaci, ma un po' stereotipati. Ripeto, i migliori sono Bosco e Connie, che meritavano più spazio (O'Carroll, perchè non mi scrivi un romanzo su loro due?! Me lo scolerei tutto d'un fiato).
Ora, sarò sentimentale, ma il finale mi ha fatto sussultare il cuore...ed è per merito del finale e di Bosco e Connie che il mio voto è di tre stelle e mezzo.


Citazione: "No, non è roba da polvere di stelle, da testa fra le nuvole, da fate in fondo al giardino. Ma per Dio, sì! Nel Jarro ce n'è eccome, di magia!"

domenica 13 marzo 2011

"Aiuto, Poirot", di Agatha Christie




Pagine: 220 circa


Breve trama: Paul Renault, miliardario francese, invia una richiesta d'aiuto a Poirot, spiegandogli di temere per la propria vita. Poirot si reca insieme a Hastings nel paese in cui è stato chiamato, ma scopre che Renault è appena stato ucciso con una pugnalata alla schiena...


Ho letto questo breve romanzo in due giorni e mi è piaciuto molto, come tutte le altre opere della Christie. La trama è avvincente, senza punti morti. A ogni pagina emergono nuovi dettagli, nuovi particolari apparentemente inspiegabili che spingono il lettore a divorare i capitoli uno dopo l'altro, nella speranza di arrivare a risolvere il mistero...

La coppia Poirot-Hastings è di una simpatia squisita, e mi sono fatta parecchie risate nel corso della lettura. Poirot mi ha conquistata (per l'ennesima volta) grazie alla sua intelligenza, alla sua arguzia, alla sua ironia, alla sua saggezza, al suo essere fuori dal tempo...e potrei continuare! Hastings mi piace per la sua umanità, la sua lealtà, i suoi limiti, il suo temperamento spontaneo e un po' impetuoso. Davvero due bei personaggi, che formano una squadra perfetta. Peccato che Hastings non affianchi Poirot in tutte le sue indagini.

sabato 12 marzo 2011

"Sasenka", di Sebag Montefiore Simon



Pagine: 622

Trama da ibs: San Pietroburgo, inverno 1916. La rivoluzione è alle porte. Davanti all'Istituto Smol'nyj per nobili fanciulle una governante inglese aspetta una ragazza, che però è attesa anche dalla polizia segreta dello zar: Sasenka Zejtlin ha solo sedici anni, un padre ricchissimo, una madre devota di Rasputin, e uno zio bolscevico che la converte alla causa rivoluzionaria. 1936: sposata con un compagno che ha fatto carriera, madre di due figli e direttrice di un mensile, Sasenka conduce una vita agiata all'interno dell'elite vicina a Stalin. Sopravvive alle purghe, ma alla vigilia della guerra commette un imperdonabile errore: per la prima volta in vita sua s'innamora veramente, con conseguenze impensabili per lei e per la sua famiglia. 1994: Più di mezzo secolo è trascorso, di Sasenka Zejtlin e dei suoi famigliari, dei colleghi e conoscenti, dello stesso Paese in cui hanno vissuto si sono perse le tracce... finché, Katinka, una giovane storica, viene incaricata di compiere una misteriosa ricerca. Destreggiandosi nei meandri degli archivi di partito, da poco aperti, Katinka mette insieme i pezzi di un puzzle drammatico che viene da un passato lontano e dimenticato, ma che riaffiora coinvolgendola ben più di quanto non avesse mai potuto immaginare...

Di questo romanzo ho apprezzato in particolar modo la prospettiva scelta dall'autore, lo storico Montefiore, che per rappresentare la Rivoluzione russa e lo stalinismo adotta il punto di vista dei bolscevichi più ferventi e oltranzisti, di quei militanti che rimasero fedeli sino alla fine al regime comunista, anche quando questo si rivoltò tirannicamente contro di loro. E' da brivido leggere di come questi comunisti convinti giustifichino tutti gli assassinii, le sparizioni e le torture perpetrate dal regime stalinista come necessarie e inevitabili. In virtù di quest'ottica interna al regime, i crimini del comunismo russo appaiono ancora più vili e raccapriccianti.
Questa prospettiva è, a mio parere, l'aspetto più interessante e nuovo del romanzo.
Altre cose non mi sono piaciute. Ho trovato irritante la storia di passione tra Benja e Sasenka a metà del libro (per fortuna si tratta di una parentesi che si esaurisce in fretta) e mi è stato impossibile capire gran parte delle scelte e dei sentimenti della protagonista, dai sedici anni alla morte. Come ha scritto un'altra lettrice su ibs, l'unico sentimento di Sasenka che comprendo è il suo amore incondizionato per i figli. In ogni caso, queste pecche (dovute tra l'altro al mio gusto personale) non compromettono la buona riuscita della lettura, che fa immergere in una delle pagine più nere del Novecento.

martedì 1 marzo 2011

"La ragazza dell'addio" di Giorgio Scerbanenco

Pagine: 323

Trama da ibs: "È un ragazzo onesto, sarà un buon marito per Milla...". Comincia così questo romanzo d'amore, vivo e appassionato, con personaggi veri, buoni e cattivi, allegri e tristi proprio come nella vita. Milla è una ragazza molto ricca, intelligente, buona e sensibile. Ha un solo difetto: è brutta. Ed è disperatamente innamorata di Martino, bello, povero e troppo onesto per sposarla per interesse. Martino è orgoglioso, vuole riuscire da solo: ma una mattina d'inverno, in un affollatissimo tram, decide di accettare la proposta dell'amico Filippo di aiutarlo a laurearsi, a patto che sposi Milla.


Ho iniziato a leggere questo libro una domenica pomeriggio e, dopo un inizio un po' incerto, mi sono lasciata risucchiare dalla storia di Milla e Martino, rimanendo incollata alle pagine per ore. Scerbanenco scrive bene. La sua scrittura è pulita, arriva dritta al punto senza bisogno di artifici retorici o di irritanti giri di parole. I suoi personaggi sono di spessore, tanto che alcuni non riesci a decidere se ti piacciano o meno, proprio come succede con le persone vere. Ho sentito molti lettori sostenere che il finale sia scontato...probabilmente è vero. Sta di fatto che se fosse finito diversamente, non mi sarebbe piaciuto tanto.


Citazioni:

"Scoppiò in singhiozzi per la pena di se stessa, per la disperazione di non poter mai guarire di quel male che aveva dentro",

"Tutto ciò che è troppo facile nasconde qualcosa di guasto, e lei lo vide subito",

"La notte era teneramente primaverile, proprio come tutti noi immaginiamo che debba essere una notte primaverile, ma come raramente accade che sia"