sabato 28 maggio 2011

"La Canonica di Framley", di Anthony Trollope

Pagine: 680

Voto: 8/10


Trama: "La Canonica di Framley" racconta dello sforzo di un giovane ecclesiastico, caduto in qualche perdonabile scapestratezza, per riconquistare la fiducia della sua nobile e conformista protettrice, e delle manovre parallele della sorella di lui e del figlio di lei per ottenere il consenso alle nozze. Ma rappresenta in realtà, con un estraniante romanticismo senza numi e demoni, la vita di provincia in età vittoriana e quella quieta tempesta che sembra sempre minacciarla.


“La Canonica di Framley” è innanzi tutto un libro ansiolitico. Scorre con fluidità e costanza, senza brutte sorprese. E' come una lunga passeggiata in campagna: ci possono essere dei frangenti in cui ci si sente un po' stanchi, ma ciò che prevale è un senso di benessere e intima soddisfazione. Non è che il libro racconti di una realtà pura e incontaminata, i problemi ci sono: debiti e puritanesimo, invidia e maldicenze...il Barset non è un mondo perfetto. Eppure, nel corso della lettura, ci si sente sicuri che tutto andrà a concludersi per il meglio. E infatti il lieto fine arriva. Come è scritto nella postfazione, “Framley ha resistito agli attacchi esterni e alle rivoluzioni interne, e ancora una volta l'ordine regna nel Barset”.
Oltre ad essere ansiolitico, questo libro è assai ricco. Le vicende raccontate sono molteplici e si alternano nel corso dei vari capitoli. La mia preferita è sicuramente quella che vede come protagonisti Lucy Robarts e Lord Lufton, innamorati ostacolati dalla madre di lui. Ho ammirato la forza di Lucy, la sua intelligenza e il suo coraggio. Ma ancora di più ho ammirato Lord Lufton, che all'inizio pare solo un bel ragazzo, viziato dalla madre e agognato dalle fanciulle, e poi invece si rivela in tutta la sua lealtà e determinazione, diventando il vero eroe romantico della storia: non solo resta saldo nel suo amore per Lucy anche quando tutto sempre perduto, ma interviene pure a salvare l'amico (e futuro cognato) Mark Robarts dalla rovina. Anche i personaggi di Mark e sua moglie Fanny mi sono piaciuti: sono così autentici nella loro semplicità e così teneri nel loro reciproco attaccamento!
Ho trovato un po' faticosi i capitoli dedicati alla politica...ma come dicevo è un libro ricco, Trollope intreccia vari piani narrativi ed è impossibile che piacciano tutti allo stesso modo.

mercoledì 18 maggio 2011

"Il mistero del treno azzurro", di Agatha Christie



Pagine: 239


Voto: 4/5


Trama: Il celebre Treno Azzurro è in viaggio verso la propria meta, la Riviera Francese. Una mattina viene trovato il cadavere di una donna in uno scompartimento. Si tratta di Ruth Kettering, figlia di un milionario americano. Chi sarà stato ad ucciderla? Poirot, chiamato in causa dal padre della vittima, risolverà il mistero.






Anche stavolta la Christie va a segno.



E' vero che avevo intuito il colpevole già intorno a metà romanzo, ma nonostante questo l'attenzione non è calata: sono sempre curiosa di vedere come se la sbriga Poirot, di capire come lavora la sua testolina belga. Sì, perchè io indovino un po' a caso, lui invece spiega sempre tutto con ragionevolezza e metodo.



Ho apprezzato molto il personaggio di Derek; del resto non poteva essere altrimenti: ho sempre avuto un debole per quelli che sembrano cattivi, MA. In particolare, mi è piaciuto il fatto che pur apparendo una persona labile, di scarsa affidabilità, sia in realtà dotato -a suo modo- di un forte rigore morale, che dimostra quando rifiuta la proposta di Van Aldin e i ricatti del conte e di Mirelle. Sa che un suo no potrebbe costargli tutto, eppure va fino in fondo, dimostra un coraggio che da un uomo del suo stampo non ci si aspetta. Ed è bello quando un personaggio ci sorprende in positivo.



I romanzi della Christie hanno un che di rassicurante. Sarà che alla fine tutto si spiega, sarà che tra i suoi personaggi ci sono tante persone per bene e degne di stima... Leggere i suoi libri è come entrare in un mondo in cui tutto ha un senso, e si tratta di un senso buono. Chi non vuole rifugiarsi in un posto così, every once in a while?





Citazione: "Voi siete giovane, mademoiselle, ma dovete imparare che ci sono tre cose cui non si può mettere fretta: le bon Dieu, la natura, e i vecchi".

lunedì 16 maggio 2011

Strike 1

"Sarebbe molto semplice


se almeno avessi un complice


col quale condividere


quest'avventura inutile.


Il fatto più strano e illogico


è che nonostante che lo so


continuo a fare debiti con me"



Vasco, "Vivere non è facile"


domenica 15 maggio 2011

"La culla del mio nemico", di Sara Young

Pagine: 405

Voto: 4/5


È il 1941 in Germania e, al Lebensborn di Steinhöring, è appena arrivata una ragazza olandese scortata da due soldati. Lebensborn significa "Sorgente di vita" e dietro questo nome così poetico si cela un progetto di Himmler: creare sul suolo tedesco e nei territori occupati cliniche e istituti in cui far nascere e allevare la progenie delle coppie "razzialmente pure", i figli dell'"autentica razza ariana". Ma la ragazza appena arrivata, non è quella che i nazisti aspettavano.


Ho divorato questo libro nel giro di tre giorni, nonostante i numerosi impegni e la stanchezza. "La culla del mio nemico" è la classica lettura che prendo in mano ad ogni ritaglio di tempo, anche se minimo: mentre aspetto fuori dall'asilo i miei nipotini, mentre sono seduta sul bordo della vasca a lasciare agire il balsamo, mentre sto in macchina ad aspettare che mio fratello esca dal supermercato, mentre bevo il caffè dopo pranzo. E' successo anche che venerdì notte c'era il temporale e mi sono svegliata: non riuscivo più ad addormentarmi così mi sono messa a leggere alle quattro di mattina, e l'unica cosa che mi ha fermato è stato il saltare della corrente.

Insomma, questo libro mi ha coinvolta, e ieri sera, avendo del tempo per me, mi sono seduta sul divano alle sette e ci sono rimasta senza interruzioni fino alle dieci, per finire la storia.

Ok. Ora freno.

Non è un libro straordinario. Ci sono dei passaggi un po' "stonati", e in alcuni punti si ha come l'impressione che l'autrice scriva quello che il lettore vuole leggere. Non saprei spiegarlo meglio di così...comunque è un libro con le sue pecche.

Resta il fatto che NON sono una lettrice selettiva, NON apprezzo solo i romanzi "importanti", mi piace leggere di tutto, anche i libri imperfetti. "La culla del mio nemico" è una storia appassionante e forte, che ha il merito di far conoscere un aspetto del nazismo poco conosciuto: quello dei Lebensborn. Io non sapevo niente di questi luoghi, di questi "nidi" in cui si covava la razza ariana. Agghiacciante.
Poi c'è anche la storia d'amore (anzi, ce ne sono due) a regalare dei momenti di distensione, il che non mi è dispiaciuto.
In conclusione, un buon libro. A me è piaciuto, nonostante non sia un capolavoro.