Pagine: 405Voto: 4/5
È il 1941 in Germania e, al Lebensborn di Steinhöring, è appena arrivata una ragazza olandese scortata da due soldati. Lebensborn significa "Sorgente di vita" e dietro questo nome così poetico si cela un progetto di Himmler: creare sul suolo tedesco e nei territori occupati cliniche e istituti in cui far nascere e allevare la progenie delle coppie "razzialmente pure", i figli dell'"autentica razza ariana". Ma la ragazza appena arrivata, non è quella che i nazisti aspettavano.
Ho divorato questo libro nel giro di tre giorni, nonostante i numerosi impegni e la stanchezza. "La culla del mio nemico" è la classica lettura che prendo in mano ad ogni ritaglio di tempo, anche se minimo: mentre aspetto fuori dall'asilo i miei nipotini, mentre sono seduta sul bordo della vasca a lasciare agire il balsamo, mentre sto in macchina ad aspettare che mio fratello esca dal supermercato, mentre bevo il caffè dopo pranzo. E' successo anche che venerdì notte c'era il temporale e mi sono svegliata: non riuscivo più ad addormentarmi così mi sono messa a leggere alle quattro di mattina, e l'unica cosa che mi ha fermato è stato il saltare della corrente.
Insomma, questo libro mi ha coinvolta, e ieri sera, avendo del tempo per me, mi sono seduta sul divano alle sette e ci sono rimasta senza interruzioni fino alle dieci, per finire la storia.
Ok. Ora freno.
Non è un libro straordinario. Ci sono dei passaggi un po' "stonati", e in alcuni punti si ha come l'impressione che l'autrice scriva quello che il lettore vuole leggere. Non saprei spiegarlo meglio di così...comunque è un libro con le sue pecche.
Resta il fatto che NON sono una lettrice selettiva, NON apprezzo solo i romanzi "importanti", mi piace leggere di tutto, anche i libri imperfetti. "La culla del mio nemico" è una storia appassionante e forte, che ha il merito di far conoscere un aspetto del nazismo poco conosciuto: quello dei Lebensborn. Io non sapevo niente di questi luoghi, di questi "nidi" in cui si covava la razza ariana. Agghiacciante.
Poi c'è anche la storia d'amore (anzi, ce ne sono due) a regalare dei momenti di distensione, il che non mi è dispiaciuto.In conclusione, un buon libro. A me è piaciuto, nonostante non sia un capolavoro.
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