
Pagine: 506
Voto: 7.5
Di recente non ho avuto tempo di scrivere le impressioni sulle mie letture; riprendo il mio diario di lettrice onnivora con un romanzo della Oates, "Una famiglia americana". L'avevo già letto alle superiori e ora, a circa 5 anni di distanza, ho deciso di riprenderlo in mano.
Voto: 7.5
Di recente non ho avuto tempo di scrivere le impressioni sulle mie letture; riprendo il mio diario di lettrice onnivora con un romanzo della Oates, "Una famiglia americana". L'avevo già letto alle superiori e ora, a circa 5 anni di distanza, ho deciso di riprenderlo in mano.
Non è stata una lettura in discesa, né la prima volta né adesso. E' un romanzo tortuoso, in cui le digressioni prendono più spazio della narrazione vera e propria, il che a volte mi irritava e mi spingeva a chiudere il libro con fare risentito. Però è anche un romanzo che scava a fondo, che si focalizza sul cuore umano rendendolo protagonista. Ne porta in superficie ombre e sfumature, senza pretendere di raccontarle in modo coerente ed esaustivo, perché è impossibile, "homo mundus minor"... (ma di più!)
E' la storia di una famiglia felice e caotica, che all'improvviso viene sconvolta da un evento tragico, lo stupro dell'unica figlia femmina, Marianne. A quel punto tutto si sfascia, si sgretola, e la famiglia di un tempo, quella da ritratto fotografico, non è altro che un ricordo doloroso. L'autrice racconta il percorso che ogni personaggio deve compiere per riuscire a superare (non a dimenticare) il male che li ha colpiti.
Citazioni
"Poteva scappare! Aveva tentato il normale; era stato un misero fallimento".
"-Whit, eddai! Questi sono solo pii desideri.
-E' il modo migliore di pensare, Patrick. Desiderare. Lo imparerai anche tu".
"-Whit, eddai! Questi sono solo pii desideri.
-E' il modo migliore di pensare, Patrick. Desiderare. Lo imparerai anche tu".