lunedì 31 gennaio 2011

"Pierre e Jean" di Maupassant - Parte II


Confermo le mie impressioni iniziali. "Pierre e Jean" è una piccola gemma.
Maupassant racconta di un segreto ("l'infame segreto che solo loro conoscevano", "un veleno che egli portava, ormai, nelle vene") e di come questo segreto abbia annientato l'amore di un figlio, Pierre, per la madre, Louise.
Leggendo, sono rimasta colpita dalla scrittura di Maupassant, che è limpida, equilibrata, eppure capace di comunicare l'ossessione, la rabbia, la tristezza di un cuore che si sente tradito. Sono appunto i "profondi insondabili recessi del cuore" di Pierre che Maupassant esplora in questo libro.
Pierre è un personaggio squisitamente umano. E' assolutamente imperfetto, presuntuoso, geloso, rancoroso. Eppure si prova una forte empatia verso di lui, mentre gli altri personaggi -anche quelli "simpatici" come Jean- restano simili ad estranei.
Pierre, come scrive Picchi nell'introduzione, "è il primo personaggio maupassantiano scopertamente, irrimediabilmente solo". Egli non riesce a perdonare la madre del suo tradimento (a differenza di Jean, che la perdona immediatamente) e, forse proprio per questa sua incapacità di dimenticare, si auto-infligge una dura punizione: abbandonare la famiglia e la sua casa, per imbarcarsi su un transatlantico a esercitare la professione di medico. Sempre nell'introduzione di Picchi si scrive che a Pierre tocca in sorte "l'assurdo fardello di un'espiazione che non gli appartiene". Mi ha colpita la verità di quest'affermazione. In effetti Pierre non ha nessuna colpa: lui è il figlio legittimo, e pertanto non ha motivo di provare vergogna. Lui è l'unico membro della famiglia ad essere completamente innocente. Eppure...è proprio Pierre a pagare per la verità che è venuta a galla, mentre Jean, il figlio della relazione adulterina, accetta senza troppi travagli la confessione della madre e continua a perseguire il suo ideale di felicità borghese, contento che il fratello "scomodo" se ne vada lontano.

venerdì 28 gennaio 2011

"Pierre e Jean", di Maupassant - Parte I

Pagine: 144

Sono ancora all'inizio di questo breve romanzo di Maupassant, precisamente a pagina 35.
Non posso esprimere un giudizio definitivo prima di aver concluso la lettura, ma per il momento le mie impressioni sono positive. Mi incuriosisce la figura di Pierre...sarà che i personaggi imperfetti e infelici mi suscitano sempre un'immediata simpatia.

Si chiese: "dove vado?", cercando un posto che gli piacesse, che andasse bene per le sue condizioni di spirito. Non ne trovava, perchè si irritava di essere solo ma non voleva incontrare nessuno.

giovedì 27 gennaio 2011

"Il lupo e la colomba", di Kathleen Woodiwiss

Pagine: 591
Ebbene, ho acquistato questo romanzo della Woodiwiss col desiderio di godermi una lettura leggera, che fosse piacevole e che mi trasportasse in un mondo lontano. La trama prometteva bene: Inghilterra, 1066. Una storia d'amore ai tempi di Guglielmo il Conquistatore.
Ho iniziato a leggere con buone aspettative. Ma quasi subito mi sono resa conto che qualcosa non funzionava. Perchè la storia non era piacevole e stimolante. Era semplicemente scritta male.
Ecco quello che ho rilevato.
L'autrice ha appesantito una trama di per sè scadente infarcendola di eventi completamente inutili, che non contribuiscono nè ad approfondire i caratteri dei personaggi, nè a tratteggiare con più precisione l'ambientazione storica della vicenda. Si ha l'impressione che il romanzo manchi di una struttura solida e che la narrazione proceda un po' a caso, senza rispondere a un vero disegno.
Anche i personaggi mi hanno lasciata perplessa. Sono tutte figure statiche, granitiche, uguali dall'inizio alla fine. L'unico che parzialmente compie un suo percorso (seppur superficiale e prevedibilissimo) è Wulfgar, il protagonista maschile. Ma in linea di massima, non c'è nessuna figura interessante e complessa: o si è buoni (e perfetti fino alla nausea, come l'eroina Aislinn), o si è disgustosamente crudeli, in una visione dell'essere umano piuttosto inverosimile. Sfumature pari a zero. O è bianco, o è nero, in questo romanzo della Woodiwiss.
Dal punto di vista contenutisco, mi ha lasciata perplessa l'idea di amore che emerge nel corso della storia. L'Amore con la A maiuscola è ridotto a un sentimento superficiale, che non nasce col tempo e con la conoscenza reciproca, ma che scoppia immediato come riflesso o conseguenza dell'incontenibile attrazione fisica. Mah. Non mi convince. Non credo che le cose stiano esattamente così.
Non sono un'esperta di romanzi d'amore. Questo è il primo vero e proprio "romance" che leggo. Ma credo si possa fare di meglio.