Voto: 3.5/5
Questo è il primo romanzo che leggo di Irene Nemirovsky, scrittrice osannata dalla critica e da poco riscoperta anche dal grande pubblico. L'impressione che ne ho tratto è decisamente positiva e prossimamente acquisterò altri suoi libri.
La Nemirovsky ha una capacità descrittiva eccellente. I suoi personaggi, mentre vengono presentati, si materializzano davanti ai nostri occhi senza nulla di macchinoso o forzato. Alcune immagini, poi, mi hanno davvero colpito, come quella di due "grandi occhi scintillanti e foschi al contempo, come la fiammela di una lampada a olio". Si tratta di immagini semplici, eppure così precise ed azzeccate da destare stupore.
Anche gli animi dei suoi personaggi sono sondati con cura, e non solo quelli dei protagonisti. Mi vengono in mente i due zii di Harry, figure assolutamente marginali che pure vengono presentati dettagliatamente, così che nel giro di poche pagine il lettore ne ha un'idea ben definita. La Nemirovsky non trascura niente. Il suo romanzo è come un organismo in cui tutte le componenti sono importanti, anche quelle apparentemente più trascurabili. I personaggi che mi sono piaciuti di più sono stati Ada e Ben. Ada mi ha colpito per una questione puramente istintuale: l'ho sentita simile a me, e non a caso nel corso della lettura ho sottolineato diversi passaggi in cui, mentre l'autrice parlava della sua protagonista, mi sembrava che scrivesse di me! Ben, invece, mi ha colpito per l'originalità del suo carattere. Non è un personaggio simpatico e non è facile provare empatia nei suoi confronti, eppure colpisce. E' astuto, intelligente, e la sua capacità di non provare affezione per niente e nessuno lo rende quasi sovrumano.
Altra cosa azzeccata di questo libro, il titolo, "I cani e i lupi", che implica la presenza di due nature diverse, una addomesticata e una selvaggia, e in effetti questa duplicità è una delle componenti essenziali del romanzo. I cani sono i personaggi come Harry e la sua famiglia: quelli che provengono da un mondo "selvaggio" ma che lo hanno abbandonato, per entrare a far parte di un ambiente ricco, composto, ordinato. In altre parole, i cani sono gli ebrei che si sono lasciati addomesticare, per integrarsi nel mondo dei gentili. Poi ci sono i lupi, come Ada e Ben. E' proprio quest'ultimo a far emergere la forte differenza che separa i due mondi, quando spiega ad Ada perchè tra lei ed Harry non potrà funzionare: "L'hai riportato a forza tra di noi, tra la marmaglia giudea, tra gli avventurieri, gli emigrati, i meteci. Lui che aveva buone conoscenze, una famiglia, un patrimonio, che aveva sposato una francese! Te l'immagini? Te l'immagini il contrasto?"
Il motivo per cui non do un voto più altro di 3.5 è duplice. Da una parte perchè sono rimasta un po' delusa: leggendo le recensioni in rete, mi ero convinta che questo romanzo sarebbe stato una di quelle letture fulminanti che lasciano un segno indelebile. In realtà, l'ho trovato semplicemente un buon romanzo, un libro valido...ma niente di sconvolgente. In secondo luogo, la trama non mi ha coinvolta in modo particolare, soprattutto a causa dei frequenti salti temporali. Tendo a preferire i romanzi che si concentrano su un unico periodo, senza ellissi significative.
In ogni caso, è un romanzo assolutamente consigliabile.
Credo che il mio prossimo acquisto nemirovskiano sarà "Suite francese".
Citazioni
E che desidera Harry? Qualcosa al di sopra di lui, certo, come sto facendo io...Qualcosa di talmente grande, e in cui è racchiusa ogni felicità, da essere irraggiungibile.
"Ma io non sono una donna" pensava. "Ci sono persone senza età, e io appartengo a questa categoria. A dodici anni ero una vecchia, e quando avrò i capelli bianchi sarò, nell'animo, tale e quale a oggi".



