venerdì 18 febbraio 2011

"This lullaby" di Sarah Dessen


Letto in lingua originale

Pagine: 345

La storia è molto semplice: si racconta di una ragazza cinica che, grazie alla scoperta dell'amore, impara a fidarsi e a correre dei rischi. Insomma, a livello di contenuti niente di nuovo, niente che faccia drizzare le antenne. In compenso, l'autrice riesce a sviluppare bene la vicenda, e la scelta di concentrarsi su un argomento specifico (quello, appunto, della persona cinica che si ricrede) risulta azzeccata, perchè in questo modo l'evoluzione della vicenda evita di essere trattata in maniera superficiale. Molti autori di YA hanno la mania di mettere troppa carne al fuoco, nel tentativo di appassionare i giovani lettori, ma seguendo questo sistema finiscono con lo scrivere romanzi privi di spessore, che si dimenticano dopo poche settimane. Sarah Dessen, invece, è brava abbastanza da evitare questo tipo di errori e le sue storie sono semplici ma ben scandagliate.
Il ritmo di "This Lullaby" è altalenante. Ci sono parti piuttosto lente e noiose, altre in cui non riesci a staccare gli occhi dalle pagine.
Di questa autrice, avevo già letto "Dreamland" (sempre in lingua originale) e "Troppo vicino per starti lontano" (titolo originale "Lock and key"). Devo dire che le sue protagoniste mi sembrano tutte un po' simili...ma in "This lullaby" c'è il personaggio di Dexter a elevare il livello del cast. E' una figura divertente, fresca, tenera...verrebbe da strozzare Remy, che non se lo tiene stretto!
In conclusione, parlando di libri per adolescenti, "This Lullaby" non è affatto male. Se penso agli standard di "Twilight"& co., qui siamo a un livello superiore.

domenica 13 febbraio 2011

"American life" (film)

Titolo originale: "Away we go"



Di questo film ho apprezzato in particolar modo i due protagonisti, Burt e Verona. Lui è divertente, dolce e a volte un po' schizzato. Lei, invece, è una donna concreta e forte, che verso la fine del film dice al compagno: "L'unica cosa che possiamo fare è mettercela tutta per questa bambina. Non abbiamo il controllo su molto altro".
Non si tratta di due protagonisti a tutto tondo, sono entrambi personaggi piuttosto semplici, senza vere sfumature, ma si inquadrano bene nella storia, che è anch'essa essenziale.

Un'altra cosa che ho apprezzato in questo film è stato il tema della ricerca: quando Verona è al sesto mese di gravidanza, lei e Burt si mettono a cercare un luogo adatto per far crescere la loro bambina. Si fanno domande sul presente, sul futuro. E interrogarsi di fronte alla realtà è una buona cosa...dovrebbe diventare un'abitudine di tutti.

Tra i difetti del film, mi permetto di citare la lentezza, e il fatto che tutte le persone in cui Burt e Verona si imbattono siano tristi, squallide, o addirittura inquietanti (la coppia hippie era terrificante! Ma Maggie Gyllenhaal è sempre bravissima e bellissima).

In conclusione, l'ho trovato un buon film, ma più grazie ai protagonisti che alla storia raccontata.

sabato 12 febbraio 2011

"Un weekend da bamboccioni" (film)

Titolo originale: "Grown ups"
Visto in lingua originale


Premetto che amo Adam Sandler e i suoi film comico-demenziali: mi mettono di buonumore!
"Un weekend da bamboccioni" (solito titolo italiano poco azzeccato) è all'altezza delle aspettative: si tratta del classico, folle, allegro film alla Sandler & Dugan. Certo, parliamo di una storia senza pretese: non vuole essere una pellicola sofisticata, o importante, ma solo divertire e intrattenere, e secondo me ci riesce alla grande. Poi, sarò sentimentale, ma ho un debole per i film sulle rimpatriate tra amici...e in questo caso c'è anche una stupenda location a rendere il tutto più bello!

venerdì 11 febbraio 2011

"I giorni del tè e delle rose" di Jennifer Donnelly

Pagine: 638

Avevo acquistato questo romanzo attratta dalle ottime recensioni scovate in rete. Ebbene, come dice il proverbio: "Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio".
Il Publishers Weekly lo definisce un romanzo eccellente. Io non sono d'accordo. Tra le pecche oggettive e incontestabili cito:

1. l'inverosimiglianza di molte situazioni (che comunque, in un romanzo rocambolesco, ci potrebbe anche stare), 2. la presenza di personaggi stereotipati e noiosi (ci troviamo di fronte a una protagonista perfetta, a un innamorato altrettanto perfetto, a dei cattivi semplicemente cattivi), 3. i dialoghi spesso banali, con battute già sentite. Inoltre, ho avuto l'impressione che in alcuni passaggi l'autrice abbia tentato di innalzare il tono della scrittura col solo risultato di suonare pacchiana.
A livello di trama e coinvolgimento, si salva la prima parte, che ho letto con curiosità e scorrevolezza. Poi, da quando la protagonista si imbarca per New York, ho perso interesse e ho fatto fatica a proseguire la lettura. Negli ultimi capitoli ho anche saltato delle pagine, cosa per me insolita.

Concludendo, l'ho trovato un romanzo megalomane (vedi anche il coinvolgimento di figure come Jack lo Squartatore e i pittori impressionisti) e inutilmente lungo.

venerdì 4 febbraio 2011

"Lo squalo" (film)


Stasera mi è capitato di rivedere, dopo diversi anni, il film "Lo squalo".

Non so perchè, ma lo ricordavo molto più intenso, e sono rimasta delusa. Non ci ho trovato niente di eccezionale...o meglio, niente a che vedere con gli standard di Spielberg. Se penso a "E.T.", "Hook", "Schindler's list", "Jurassic Park"..."Lo squalo" in confronto è un film piuttosto insignificante...Eppure ha vinto diversi premi, tra cui tre oscar (di questi, si giustifica quello alla colonna sonora, che è davvero meritevole. Azzeccatissima...fa venire un'angoscia tremenda!).

I personaggi sono noiosi...l'unico che mi è davvero piaciuto è stato Quint, il pescatore pazzo. E il modo in cui viene ucciso lo squalo non mi è sembrata una degna conclusione. Senza contare che sono innumeravoli le scorrettezze a proposito degli squali stessi...

Insomma, film sopravvalutato.