venerdì 11 febbraio 2011

"I giorni del tè e delle rose" di Jennifer Donnelly

Pagine: 638

Avevo acquistato questo romanzo attratta dalle ottime recensioni scovate in rete. Ebbene, come dice il proverbio: "Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio".
Il Publishers Weekly lo definisce un romanzo eccellente. Io non sono d'accordo. Tra le pecche oggettive e incontestabili cito:

1. l'inverosimiglianza di molte situazioni (che comunque, in un romanzo rocambolesco, ci potrebbe anche stare), 2. la presenza di personaggi stereotipati e noiosi (ci troviamo di fronte a una protagonista perfetta, a un innamorato altrettanto perfetto, a dei cattivi semplicemente cattivi), 3. i dialoghi spesso banali, con battute già sentite. Inoltre, ho avuto l'impressione che in alcuni passaggi l'autrice abbia tentato di innalzare il tono della scrittura col solo risultato di suonare pacchiana.
A livello di trama e coinvolgimento, si salva la prima parte, che ho letto con curiosità e scorrevolezza. Poi, da quando la protagonista si imbarca per New York, ho perso interesse e ho fatto fatica a proseguire la lettura. Negli ultimi capitoli ho anche saltato delle pagine, cosa per me insolita.

Concludendo, l'ho trovato un romanzo megalomane (vedi anche il coinvolgimento di figure come Jack lo Squartatore e i pittori impressionisti) e inutilmente lungo.

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