martedì 21 giugno 2011

"The outsiders", di S. E. Hinton

Pagine: 180
Voto: 5/5
Letto in lingua originale

Ebbene, dopo aver letto Tex, mi è venuta voglia di rileggere il primo romanzo della Hinton, "The Outsiders" (che poi è l'unico suo libro pubblicato in Italia, dove è conosciuto col titolo "I ragazzi della 56a strada").
E' la storia di Ponyboy, un ragazzo di quattordici anni, e del suo gruppo di amici, i "greasers", che provengono dalla parte povera di Tulsa, Oklahoma. Siamo nei primi anni 60 e nel libro se ne respira l'atmosfera: drive-in, Elvis e brillantina. I "greasers" sono perennemente in conflitto con i "Socs", i ragazzi ricchi che girano in Mustang e vestono bene.
Ora, la morale del libro è che, "greaser" o "Soc", non c'è poi molta differenza: si soffre da ambedue le parti, ci sono i buoni e i cattivi dappertutto. Ma la verità è che -sia mentre leggi sia a romanzo terminato- te ne frega ben poco della morale. Tutto quello che senti è che i "greasers", quelli che sentono too violently, sono la parte da cui vuoi stare. I capelli pettinati con la brillantina, la sigaretta che dà un'aria tough...ma soprattutto la lealtà assoluta che lega questo gruppo di ragazzi. Chi non vorrebbe far parte di un gruppo così?

Citazione: "Our one rule, besides Stick together, is Don't get caught"

domenica 19 giugno 2011

"Quando si ama non scende mai la notte", Guillame Musso

Pagine: 260
Voto: 4/5

Trama: la scomparsa dell'unica figlia, Layla, distrugge i genitori, che si dividono. Ma cinque anni dopo il tragico evento, la bambina viene ritrovata esattamente nello stesso luogo in cui era scomparsa...

Sicuramente, la storia non è verosimile.
Sicuramente, c'è qualche stereotipo di troppo.
Insomma, agli occhi di un lettore severo questo romanzo varrebbe poco.
Però... però bisogna riconoscere che Musso ha un'abilità notevole nell'intrecciare storie che coinvolgono, che avvincono, che tengono col fiato sospeso.
E non scrive male, bisogna concedergli anche questo.
Certo, coi suoi romanzi mira a fare presa su un ampio pubblico, e ricorre a parecchi trucchetti per accattivarsi il lettore (personaggi compatibili per cui la simpatia scatta immediata; capitoli interrotti sempre nel momento cruciale, così da stimolare il proseguimento della lettura; colpi di scena che sorprendono e che tengono alta l'attenzione).
Insomma, Musso è furbo. Però è anche capace. E fa tornare protagonisti i buoni sentimenti: un libro così, ogni tanto, non fa male secondo me.

giovedì 16 giugno 2011

"Tex" di S. E. Hinton

Pagine: 211
Voto: 5/5
Letto in lingua originale
E' il terzo libro della Hinton che leggo, e anche questo è promosso a pieni voti!
La storia è incentrata sul rapporto fra il protagonista Tex, ragazzo positivo, vivace, forse un po' ingenuo, e il fratello Mason, diciassettenne sarcastico, pieno di risentimento, costretto a tacere un doloroso segreto.
Dei romanzi della Hinton mi piace tutto: i personaggi per primi. Sono realistici, ti entrano subito nel cuore, positivi o negativi che siano. Spesso mi capita di affezionarmi anche a personaggi secondari, che occupano poco spazio nella storia, ma che quando ci sono le danno luce: in questo caso, sono cascata su Johnny, il migliore amico di Tex, combinaguai ribelle e leale.
La trama è perfettamente calibrata: scorre veloce, senza essere superficiale. Una pagina tira l'altra, come le ciliegie, e alla fine ci si sente soddisfatti di ciò che si è letto, senza avere la sensazione che manchi qualcosa come accade con altri libri "facili". Nel caso di "Tex", poi, l'autrice ha regalato il lieto fine, cosa di cui io personalmente avevo bisogno...il finale di un altro romanzo della Hinton -"That was then, this in now"- mi aveva lasciata depressa per giorni...e anche la fine di "The outsiders" non era esattamente il solletico sotto i piedi...
Insomma, "Tex" mi è proprio piaciuto: fresco, coinvolgente, country... Perché non è tradotto in italiano???? "Twilight" sì e "Tex" no??? Sono indignata!
Citazione (è il protagonista a parlare): "Johnny, there are people who go places and people who stay, and I think we stayers ought to stick together"

lunedì 13 giugno 2011

"Lettera di una sconosciuta"


Pagine: 83
Voto: 3.5/5

Il mio primo incontro con Zweig.
Un racconto delicato, ma allo stesso tempo struggente.

sabato 11 giugno 2011

"Marilyn e JFK", di Francoise Forestier

Pagine: 288
Voto: 2/5

Non mi è piaciuto. L'autore, innanzi tutto, non documenta la sua versione dei fatti, si limita a sentenziare. E poi parla di tutti -ma dico davvero tutti- i personaggi come di persone abiette, negative ed egoiste. Non li presenta come esseri umani colti nella loro fragilità, ma come persone squallide, punto. Non sembrano nemmeno veri, tanto sono negativi.
Non c'è spazio per altro che l'occhio onniscente e presuntuoso dell'autore, che giudica e condanna tutti.
Una lettura spiacevole.

sabato 4 giugno 2011

"Amiche per la pelle", di Christopher Pike


Pagine: 168
Voto: 4/5
"Amiche per la pelle" e' sicuramente un buon giallo per adolescenti.
L'ho acquistato perché, intorno ai tredici anni, avevo preso in prestito il libro "Week-end" da mia sorella e mi era piaciuto un sacco, l'avevo letteralmente divorato (a dire il vero, continua a piacermi molto tuttora, visto che ogni tanto me lo rileggo di gusto..). Fatto sta che l'autore di "Week-end" è lo stesso di "Amiche per la pelle", e allora...non ho resistito e ho dato l'assalto al portafogli! E l'acquisto mi ha soddisfatto.
"Amiche per la pelle", come "Week-end", si fa leggere tutto d'un fiato e regala dei momenti di autentica tensione. I due romanzi hanno una struttura molto simile: in entrambi i casi, un gruppo di amici condivide un evento tragico e, a distanza di anni, si ritrovano insieme, in una casa isolata dal resto del mondo, e il passato torna a tormentarli. In entrambi i romanzi, inoltre, la protagonista è una ragazza dolce, intelligente, in qualche modo minacciata da una coetanea particolarmente avvenente, che poi si rivela non essere cattiva come sembra.
In "Week-end" il giallo è costriuto meglio ed è davvero impossibile individuare il colpevole prima della fine. Qui, invece, il mistero regge meno.
Fra i due, ritengo che "Week-end" sia la prova più riuscita, ma anche "Amiche per la pelle" è un libro valido. Entrambi possono essere usati per avvicinare i ragazzi alla lettura, essendo accattivanti e facili da leggere.

mercoledì 1 giugno 2011

"Upstate" di Kalisha Buckhanon




Pagine:247




Voto: 3/5




Letto in lingua originale








Questo libro non si trova in Italia, l'ho scoperto su amazon e comprato via ibs.

E' incentrato sulla corrispondenza tra due ragazzi di colore, Natasha e Antonio, corrispondenza che inizia quando lui viene incarcerato con l'accusa di aver ucciso il padre.

La lettura è accattivante e scorrevole, il linguaggio scelto dall'autrice è molto realistico: ci sono errori, ellissi verbali, parolacce. Insomma, il carteggio sembra proprio scritto da due diciassettenni di Harlem.
Nonostante la freschezza, il libro non mi ha convinta del tutto. Spesso mi sembrava di leggere una storia già sentita: famiglie di colore che vivono in ambienti degradati, con padri ubriaconi e madri vittime; l'amica che resta incinta prima di finire le superiori; la protagonista che considera il college la soluzione di tutti i suoi problemi. Non che ci sia niente di sbagliato in una storia così, solo che a volte mi sembrava un'accozzaglia di stereotipi.

Poi il personaggio di Natasha mi dava sui nervi: il tuo ragazzo è chiuso in galera, e tu non fai che scrivergli di quanto sei felice e di quanto bene vada la tua vita? Mi è sembrato un'atteggiamento un po' insensibile. Lei aveva certo il diritto di continuare con la propria vita, ma forse poteva evitare di ricordare a lui tutte le cose che si stava perdendo.