
Pagine:247
Voto: 3/5
Letto in lingua originale
Questo libro non si trova in Italia, l'ho scoperto su amazon e comprato via ibs.
E' incentrato sulla corrispondenza tra due ragazzi di colore, Natasha e Antonio, corrispondenza che inizia quando lui viene incarcerato con l'accusa di aver ucciso il padre.
La lettura è accattivante e scorrevole, il linguaggio scelto dall'autrice è molto realistico: ci sono errori, ellissi verbali, parolacce. Insomma, il carteggio sembra proprio scritto da due diciassettenni di Harlem.
Nonostante la freschezza, il libro non mi ha convinta del tutto. Spesso mi sembrava di leggere una storia già sentita: famiglie di colore che vivono in ambienti degradati, con padri ubriaconi e madri vittime; l'amica che resta incinta prima di finire le superiori; la protagonista che considera il college la soluzione di tutti i suoi problemi. Non che ci sia niente di sbagliato in una storia così, solo che a volte mi sembrava un'accozzaglia di stereotipi.
Nonostante la freschezza, il libro non mi ha convinta del tutto. Spesso mi sembrava di leggere una storia già sentita: famiglie di colore che vivono in ambienti degradati, con padri ubriaconi e madri vittime; l'amica che resta incinta prima di finire le superiori; la protagonista che considera il college la soluzione di tutti i suoi problemi. Non che ci sia niente di sbagliato in una storia così, solo che a volte mi sembrava un'accozzaglia di stereotipi.
Poi il personaggio di Natasha mi dava sui nervi: il tuo ragazzo è chiuso in galera, e tu non fai che scrivergli di quanto sei felice e di quanto bene vada la tua vita? Mi è sembrato un'atteggiamento un po' insensibile. Lei aveva certo il diritto di continuare con la propria vita, ma forse poteva evitare di ricordare a lui tutte le cose che si stava perdendo.
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