sabato 12 marzo 2011

"Sasenka", di Sebag Montefiore Simon



Pagine: 622

Trama da ibs: San Pietroburgo, inverno 1916. La rivoluzione è alle porte. Davanti all'Istituto Smol'nyj per nobili fanciulle una governante inglese aspetta una ragazza, che però è attesa anche dalla polizia segreta dello zar: Sasenka Zejtlin ha solo sedici anni, un padre ricchissimo, una madre devota di Rasputin, e uno zio bolscevico che la converte alla causa rivoluzionaria. 1936: sposata con un compagno che ha fatto carriera, madre di due figli e direttrice di un mensile, Sasenka conduce una vita agiata all'interno dell'elite vicina a Stalin. Sopravvive alle purghe, ma alla vigilia della guerra commette un imperdonabile errore: per la prima volta in vita sua s'innamora veramente, con conseguenze impensabili per lei e per la sua famiglia. 1994: Più di mezzo secolo è trascorso, di Sasenka Zejtlin e dei suoi famigliari, dei colleghi e conoscenti, dello stesso Paese in cui hanno vissuto si sono perse le tracce... finché, Katinka, una giovane storica, viene incaricata di compiere una misteriosa ricerca. Destreggiandosi nei meandri degli archivi di partito, da poco aperti, Katinka mette insieme i pezzi di un puzzle drammatico che viene da un passato lontano e dimenticato, ma che riaffiora coinvolgendola ben più di quanto non avesse mai potuto immaginare...

Di questo romanzo ho apprezzato in particolar modo la prospettiva scelta dall'autore, lo storico Montefiore, che per rappresentare la Rivoluzione russa e lo stalinismo adotta il punto di vista dei bolscevichi più ferventi e oltranzisti, di quei militanti che rimasero fedeli sino alla fine al regime comunista, anche quando questo si rivoltò tirannicamente contro di loro. E' da brivido leggere di come questi comunisti convinti giustifichino tutti gli assassinii, le sparizioni e le torture perpetrate dal regime stalinista come necessarie e inevitabili. In virtù di quest'ottica interna al regime, i crimini del comunismo russo appaiono ancora più vili e raccapriccianti.
Questa prospettiva è, a mio parere, l'aspetto più interessante e nuovo del romanzo.
Altre cose non mi sono piaciute. Ho trovato irritante la storia di passione tra Benja e Sasenka a metà del libro (per fortuna si tratta di una parentesi che si esaurisce in fretta) e mi è stato impossibile capire gran parte delle scelte e dei sentimenti della protagonista, dai sedici anni alla morte. Come ha scritto un'altra lettrice su ibs, l'unico sentimento di Sasenka che comprendo è il suo amore incondizionato per i figli. In ogni caso, queste pecche (dovute tra l'altro al mio gusto personale) non compromettono la buona riuscita della lettura, che fa immergere in una delle pagine più nere del Novecento.

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